Alla cortese att.ne del Responsabile Progettazione Batterie per Telefoni iPhone
Gent.mo Responsabile,
Le scrivo in merito alle batterie che, voi della Apple, avete studiato per il telefono iPhone. Nello specifico mi riferisco, (anche se credo valga per tutti), al modello 5c.
Ora io mi chiedo come sia possibile che voi persone così illuminate da poter realizzare un mini computer da mettere in tasca, non siate riusciti a progettare una batteria che duri più di cinque ore se il telefono viene utilizzato.
Non avete pensato che, nel momento in cui si crea uno strumento di lavoro, con il quale, appunto si può davvero lavorare, le persone possono utilizzarlo anche per altre funzioni oltre al telefonare e mandare messaggi, consumando quindi in pochissimo tempo la batteria che gli avete messo a disposizione?
La mia, gent.mo Responsabile, non è una polemica sterile. Per farle capire il motivo che mi ha spinto a scriverle le descrivo, brevemente, com’è la la vita di un proprietario di iPhone.
Il proprietario dell’iPhone si riconosce subito da queste poche caratteristiche:
- Gira perennemente con il caricabatterie dietro (nella borsa, se è una donna. nella giacca o nel cappotto se è un uomo)
- Ripete la parola ‘scaricata’ e ‘batteria’ almeno 15 volte al giono
- conosce le prese della corrente di tutte le case di amici, parenti, negozi di fiducia, treni, macchine e posti di lavoro.
- Al numero 10% ha iniziato a a sviluppare una sorta di orticaria nervosa che neanche con dieci minuti di respirazione gli passa.
- Ha visto rovinarsi rapporti, amicizie, importanti questioni di lavoro perché (per una volta che hai abbassato la guardia e non hai controllato la batteria) il telefono si è spento sul più bello
Ecco, gent.mo Responsabile, è per tutti questi motivi che le sto scrivendo.
La prego di scusarmi per il disturbo ma, mi creda, è una questione di vitale importanza.
Buon Lavoro!
Silvia Fasano Genisio