L’F24

Il prossimo che mi dice che è una stupidaggine compilare l’F24 perchè fa tutto il sito del Comune lo uccido. Giuro, gli levo il saluto. Qui a casa mia ad ogni scadenza della Tasi si sfiora il divorzio. La lite inizia quando nessuno dei due riesce a trovare il modello compilato e pagato della rata precedente. Perchè ovviamente secondo lui dovevo riporlo io, secondo me avendolo pagato lui lo doveva mettere a posto lui. C’è un’angolino della nostra casa pieno di questi modelli F24 che un giorno o l’altro sbucheranno fuori e ci diranno “Sorpresa! Eccoci qui!”. Dopodichè, una volta rassegnati per l’evidente scomparsa dei fogli, decidiamo di andare sul sito del Comune (appunto) per compilarne uno nuovo, visto che anche l’importo non ce lo ricordiamo con esattezza. Sul sito del Comune però, già la prima domanda è ostica: diciamocelo,in quanti sanno valutare con esattezza l’importo della rendita catastale della propria abitazione? Solo chi ha fatto un corso per aprire il Caf. E quindi , dopo un’ora di tentativi vani, chiamo quella santa della mia amica che ha un Caf e che in 3 minuti mi invia per email il modello compilato e pronto per essere stampato. Anche questa volta, per fortuna, non ci sono state vittime. Buongiorno a tutti!!!

I ringraziamenti

Sembra assurdo ma la pagina dei ringraziamenti e’ la più difficile da scrivere in un libro. Si tratta di un lavoro di diplomazia e mediazione che richiede sforzi notevoli e ore e ore di ripensamenti. Intanto perché non sai mai con chi iniziare. C’è chi va dal  meno al più importante e chi viceversa, chi ringrazia anche il criceto, chi solo mamma e casa editrice. Dai ringraziamenti si evince la vita intera dello scrittore. Io ad esempio conosco ormai a memoria i nomi dei familiari di tutti i miei scrittori preferiti. Nei libri dove è stato d’aiuto qualche studio scientifico o ricerca, invece, si possono trovare anche tre pagine di ringraziamenti fitti fitti a tutti coloro che sono stati d’aiuto nel recupero dei dati. Comunque i ringraziamenti che preferisco sono quelli che fanno commuovere, soprattutto se scritti da un uomo. Ken Follet e’ maestro anche in questo, sulle righe per la nipote ho pianto dieci minuti. Personalmente con Cronache Rosa sono riuscita in un’impresa difficile: fare arrabbiare tutti, o quasi. Non ho ringraziato la casa editrice, non ho ringraziato direttamente mamma (non sto qui a dirvi la reazione perché meriterebbe un libro a parte), non ho fatto i nomi di amiche e cugine e parenti di nessun grado. La mia unica scusante e’ che era il mio primo libro ed ero totalmente impreparata. Ora che ci avviciniamo alla fine del secondo sento già la pressione di questa paginetta che incombe su di me: stavolta non ho scuse, non posso e non voglio scordare nessuno. So già che la scriverò e riscriverò cento volte… Credo che mi conviene iniziare!!! Per oggi direi però che basta così, ho già scritto abbastanza… Quindi… Buonanotte a tutti quanti!!!🌙

I trucchi

E non parlo di trucchi di magia, ma dei cosmetici che tutte le donne, e quando dico tutte intendo proprio tutte, usano. Chi più chi meno è un rituale ogni mattina che, soprattutto dopo i 30 anni, è impossibile trascurare e non solo per esigenze estetiche, ma anche per una questione di piacere personale. Un’amica un giorno mi ha detto: se dovessi morire ti prego di dire ai miei familiari che voglio essere seppellita con la mia pochette dei trucchi… ed era serissima. Io prima ancora del trucco ho un bisogno estremo di crema idratante. Appena sveglia, dopo aver lavato la faccia, mi cospargo mezzo vasetto di cremina sul viso e mi sento subito bene. Con tutti i prodotti che esistono oggi sul mercato comunque ci si può sbizzarrire ogni mattina, basta saperli usare in modo corretto, avere una giusta percezione del proprio viso e, cosa da non sottovalutare, lasciarsi il tempo necessario per poter completare l’opera di ristrutturazione. A voi è mai capitato di uscire di casa con il trucco non finito? A me si, e garantisco che non è una sensazione piacevole. Ero in ritardo e mi è arrivata una telefonata mentre mettevo l’ombretto su un occhio (mi sembra il destro) e non so come sia potuto succedere ma ho continuato a parlare uscendo di casa senza truccare anche l’altro. Insomma arrivata sull’autobus mi guardavo riflessa nel finestrino e non capivo cosa c’era che non andava. Quando ho realizzato cosa avevo combinato mi è venuto da piangere. Alla fine sono entrata in una profumeria del centro e con l’ombretto dell’espositore ho truccato anche l’altro occhio. Sono cose che non si dimenticano…

La recita di Natale

Visto l’abbigliamento richiesto per la recita di Natale (calzamaglia e maglia bianchi) ero certa che li avrebbero mascherati da angioletti. Già me lo immaginavo con le alette e io che piangevo dal primo minuto della prima canzone che avrebbe iniziato a cantare. Per curiosità (credo che nessun figlio con mamma giornalista potrà mai avere un segreto) gliel’ho chiesto. Ma lui mi ha risposto: no mamma, non faccio l’angioletto, io faccio il salvagente. Al che, dopo un attimo di incertezza, ho avuto il flash del suo attaccapanni a scuola con sopra il disegno del salvagente che aveva scelto lui il primo giorno. Quindi purtroppo è vero: farà il salvagente. Perché il tema della recita è il mare. Ora io mi chiedo cosa c’entri un salvagente e il mare con il Natale. Niente appunto. E non è giusto. Perché una povera donna fa un figlio, passa un anno di notti in bianco, due anni/tre di pannolini da cambiare, una vita intera di preoccupazioni e doveri di ogni genere, per avere però poi in cambio momenti di gioia e allegria, e tra questi c’è senza dubbio la recita di Natale. Io ricordo ancora le mie (anche perché facevo sempre la Madonna, non so perché) e più volte mi sono imbucata in recite di figli di amici, mi piacciono proprio. E la recita di Natale vuole di norma gli angioletti, non i salvagenti. Che rabbia… comunque… Buongiorno a tutti!!!

La birra australiana

Non trovate anche voi che passeggiare per le vie del centro di una città addobbata nel mese di Dicembre sia bellissimo? E non parlo solo di Roma, dove luci e ghirlande sono sempre molto discrete, ma di ogni luogo che si prepara a vivere questa festa, prime tra tutte (neanche a dirlo) le città americane. Per questo ho patito un pochino la luna di miele in Australia proprio a Natale, perché davvero festeggiare con il costume e il cappello di Babbo Natale non è la stessa cosa. Poi in realtà anche gli australiani poverini ce la mettono tutta, c’erano abeti, luci e agrifogli, però trattandosi per loro della stagione estiva diciamo che la concentrazione è più indirizzata su quale crema solare usare. Il 25 dicembre di quell’anno non lo scorderò mai: in spiaggia, con un cartone di fritto di pesce sull’asciugamano e la pelle bruciata dal sole. Ma non è per questo che non lo scorderò mai. E’ perché a un certo punto ho avuto voglia di una birra, ma in Australia è come in America, si può bere solo dopo i 21 anni e non all’aperto (figuriamoci in spiaggia), quindi prenderne una può risultare un’impresa difficile. Insomma per farla breve il barista non credeva che io avessi 21 anni (all’epoca ne avevo 29), e io solo in costume e cappello di Babbo Natale (appunto) non avevo dietro il documento. Fortunatamente so l’inglese, anche se non è servito a molto: gli ho fatto vedere la fede, gli ho spiegato che ero in luna di miele e che in Italia era molto difficile che una ragazza si sposasse prima dei 21 anni, ho levato il cappello e fatto una faccia seria, ho supplicato in nome dello spirito natalizio ma niente. Per lui ero una ragazzina e non me l’ha data. Ricordo ancora la sua faccia e ogni Natale gli auguro di trovarsi un giorno a Roma in taxi fermo per un incidente sul Raccordo… Ragazzi… buon lunedì a tutti!!!

Da grande

Giornata poco proficua ma molto istruttiva. Ho scoperto che mio figlio da grande non vuole fare il cuoco o il dottore (come suggerivo io) ma spider man. Ho anche capito che un adulto non può fare le giostrine dei piccoli, per quanto belle e allettanti, senza rischiare di farsi male sul serio. Ho visto il nuovo cartone dell’ape maja (che è diventata magrissima) ed è successo l’impensabile: ho rimpianto Peppa Pig. Ho assaggiato i mash mallow bianchi e ho capito perché tutti comprano invece quelli colorati e con lo zucchero. E poi la cosa più bella: sono riuscita a leggergli tutto il libro segreto degli gnomi, per chi non lo conoscesse si tratta proprio di una cosa seria e antica, altro che Harry Potter! Sul fronte lavorativo sono riuscita ad accendere il Pc. Punto. Forse stasera…

Ricordo della buonanotte

Mi manca la vita che ho descritto in Cronache Rosa. A quest’ora sarei stata con la mia Chicca nella stanza di Francesco adibita a salotto, fumando una sigaretta e chiacchierando allegramente. Poi tisana o Nutella, in base all’esigenza del momento, e opera di convincimento per farmi prestare i suoi vestiti per la conferenza del giorno dopo. In cambio le avrei offerto piastra per capelli e struccante occhi che finiva ogni due giorni. L altro coinquilino, Alberto, avrebbe provato a farci mangiare il solito arancio scaldato al forno a microonde (perché freddo fa male) e poi avrebbe iniziato a russare tenendo sveglio come sempre l intero palazzo! Ecco forse questo mi manca meno. Un bacio a loro e buonanotte a tutti!!! ❤️

Il video tedesco

L’ho fatto, alla fine ho ceduto. L’ho visto anch’io. In due minuti di pausa, mentre mi mangiavo un Baby Bell, ho cliccato su play e ho guardato il video della pubblicità tedesca di cui tutti parlano. Quella dove il papà si finge morto per avere accanto tutti i figli il giorno di Natale. Il bello è che chi mi conosce mi aveva avvisata. Si erano raccomandati tutti di non farmelo vedere, già ho la lacrima facile, con queste cose è capace che vado avanti una giornata. Perché poi ci ripenso, mi immedesimo, e infatti ora il danno è enorme. Non riesco a smettere di piangere e dovrei finire un capitolo divertentissimo… Aiuto!

Le ricerche su Google del mattino

  • Numeri osteopati bravi a Roma
  • Per il braccio è meglio un massaggio shatsu o decontrattuante?
  • Idee per decorazioni natalizie da preparare a casa
  • Come si fa la pasta di sale?
  • Dove si possono comprare decorazioni natalizie già pronte?
  • tutorial su come si tagliano i capelli ai bambini
  • metodi per tenere fermo un bambino di tre anni
  • in quali culture i bambini maschi hanno i capelli lunghi?
  • come si può capire se si hanno discendenze indiane

Buongiorno a tutto il Blog! Oggi è giornata di Cronologie di ricerca anche per il mio libro… Vi terrò aggiornati sui risultati!

Buonanotte rosa

Conclusioni per questo martedì:

  •  e’ bello dimenticarsi qualcosa quando si parte perché non sempre bisogna avere tutto sotto controllo.
  • Rinnovare la valigia e’ energia nuova che entra circolo e può portare sorprese, o semplicemente darci una nuova prospettiva.
  • Levare il ciuccio potrebbe sembrare una stupidaggine ma sta mettendo a dura prova tutta la mia famiglia
  • mi si è bloccata una spalla mentre cercavo di impedire al telefono di cadere per terra   Buonanotte a tutti!!! 😘